AMT :

UN ACCORDO CHE SERVE SOLO A PRENDERE TEMPO E ARRIVARE ALLA GARA CHE PRIVATIZZERA' IL TPL REGIONALE.

 

L'accordo sottoscritto in questi giorni in AMT è la conferma che l'unica strategia di azienda, oo.ss. e Comune, spaventati dalla lotta dei mesi scorsi, è quella di dare qualche contentino ai lavoratori e prendere tempo per arrivare al 2015, anno in cui ci sarà la gara d'appalto per tutto il bacino unico del tpl come deciso dalla regione Liguria.

 

Il bacino unico permetterà di arrivare poi alla privatizzazione del tpl come dimostra quanto sta avvenendo nel resto d'Italia con Busitalia, società del gruppo FS, che fa incetta di appalti.

 

L'accordo raggiunto, come tutti quelli precedentemente sottoscritti, non affronta nessuno dei problemi strutturali di AMT e prosegue nella direzione di far pagare a lavoratori e utenti il costo del servizio . 

 

Le misure contenute nell'accordo sono talmente vaghe e dilazionate nel tempo che è quasi impossibile quantificare i risultati. Alcune assomigliano al "cantiere di carignano" come i tornelli della metropolitana o i poli della manutenzione di cui si discute, senza esito e costrutto, da anni. Altre sono da libro dei sogni come le centinaia di mezzi nuovi che non è dato sapere con quali fondi saranno acquistati. Non mancano poi i giochi di prestigio, in particolare sulle ferie che appaiono e scompaiono come per magia.

 

Non invidiamo poi gli ausiliari del traffico, che sembrano essere l'unica speranza di salvezza dei conti aziendali.

 

Tra fantasie e illusioni non mancano però i tagli, questi reali e tangibili, per lavoratori e utenti.

 

I lavoratori, in premio dei sacrifici già effettuati, vedranno  congelati gli aumenti contrattuali del 2014  (misura grottesca considerato che il ccnl è scaduto da 6 anni !!!!).

Gli utenti devono aspettarsi invece un ulteriore riduzione e peggioramento del servizio, ovviamente propagandate nell'accordo con le consuete formule della "razionalizzazione e ottimizzazione del servizio". Tradotto: tempi attesa sempre più lunghi e corse sempre più rare.

 

Le ragioni della lotta dei tranvieri sono ancora tutte in piedi. Il progetto di Regione e Comune continua a essere la privatizzazione del Tpl con la riduzione di salari e occupazione.

 

QUESTO ACCORDO SERVE SOLO A ILLUDERE I LAVORATORI  .

 

VOTARE NO AL REFERENDUM E' DARE UN SEGNALE FORTE E CHIARO PER LA DIFESA DEL SERVIZIO PUBBLICO